mercoledì 20 maggio 2020

Recensione di Schzo - Escape to the Void

Riporto un'altra recensione del caro amico avventuriero Flavio relativa a Schizo - Escape to the Void, la mia prima one room game che ho scritto nel 2002.


Schizo
Schizo è probabilmente una delle avventure testuali più insolite, e questo la rende anche una delle migliori per le sue caratteristiche inusuali, per il contesto atipico e per lo stile e i dettagli con cui è stata sviluppata.
Realizzata da Tommaso nel 2002, completa di suoni, immagini ed elementi multimediali, Schizo ci porta nella mente contorta e disturbata di Alex, diciannovenne con problemi paranoico-depressivi rinchiuso nella sua stanza, in "cura forzata" per volere dei genitori.
La stanza di Alex nasconde una miriade chiave di elementi chiave con i quali il protagonista dovra gioco forza interagire, e che ci faranno pian piano entrare più nel dettaglio nella sua natura malata. E mentre un'improvvisata voce fuori campo dell'autore, che sembra proporsi come nostro strizzacervelli personale (e perverso), cercherà, come una sorta di diavoletto e angioletto 'mal' consiglieri, di confonderci le idee, noi vagheremo nella nostra stanza-prigione, unica location di questa one-room adventure, alla ricerca di dare una quanto meno vaga spiegazione alla nostra esistenza, e al processo che ci ha portati ad essere rinchiusi in camera nostra.
Nel mentre, le pressioni di nostra madre si fanno insopportabili, la nostra fidanzata ci lascerà e la lucidità verrà meno, complici anche i tanti vizietti nascosti abilmente all'interno di alcuni oggetti, che ci faranno capire come i problemi di Alex dipendano anche da un tantino esagerato (ab)uso di droghe varie. Così che fumare erba, farsi una pera e ubriacarsi non sarà poi tanto difficile. Basterà dirlo alla linea di comando avendo prima cura di preparare gli oggetti giusti, opportunamente recuperati.
L'avventura presenta fin dall'inizio delle grosse novità rispetto a una classica at: l'inventario prevede una finestra adattata allo scopo, con tutti gli oggetti rappresentati graficamente come immagini. Un'altra immagine statica, più grande, in alto mostra la nostra camera, mentre il testo che descrive l'ambiente, gli oggetti e le nostre azioni scorre in basso.
Il ritmo di gioco spesso è spezzato da eventi casuali multimediali: Suoni e rumori che Alex sente provenire dalla strada ai piedi del suo palazzo, la pioggia, la polizia, cani che abbaiano, e molti altri. L'idea dello stereo inoltre è fantastica: in pratica, possiamo accenderlo e ascoltare un discreto numero di tracce musicali (chiaramente nulla a che vedere con la musica classica) mentre giochiamo.
Il telefono è un'altra interessante chicca inserita da Caldarola: a volte suonerà, e se risponderemo potremo parlare con alcuni png esterni, ma fondamentali per l'avventura. Un nostro amico, la nostra fidanzata… tutti elementi che ci faranno capire quanto ci siamo forzatamente - o meno - allontanati dalla realtà, ed oggi ci troviamo a combattere contro i nostri demoni.
Il gioco non è comunque esente da bug o comandi poco intuitivi, ma si difende bene. Gli enigmi sono abbastanza semplici, anche se non sono riuscito a raggiungere un finale vero e proprio se non quello della triste dipartita di Alex… ma non entriamo nei dettagli per evitare spoiler.
Stupenda avventura testuale, con uno sviluppo sicuramente non facile per via delle tante caratteristiche inserite dall'autore; una specie di malato esperimento psicologico - sociale che merita assolutamente di essere provato.

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