martedì 19 maggio 2020

Recensione di Uno Zombie a Deadville

Riporto una recensione di un caro amico e avventuriero di nome Flavio della mia prima avventura testuale Uno Zombie a Deadville, che ho scritto nel lontano 2000.

Uno Zombie a Deadville

Il cinema, recente o meno, è saturo di film orrorifici dedicati agli zombie. Esistono infatti una moltitudine di film sull'argomento, dai successi di Romero ai filmacci di serie C, le cosidette copie delle copie e i tentativi di cambiare il copione trasformando i terribili mostri mangia cervelli in corridori olimpionici da primato, o peggio. Camminano, corrono, parlano o biascicano versi animaleschi, ma morti sono in ogni caso, e risorti. Ex-umani, ma anche animali-zombie.

La maggior parte di questi film zombeschi basa la sua sintesi sul concetto di sopravvivenza, generalmente su un gruppo di sopravissuti, i pochi fortunati non ancora colpiti dal contagio, che devono fuggire e restare in vita più tempo possibile.

Ma se noi volessimo invertire i ruoli e porre gli zombi come indiscussi protagonisti della storia? Chissà, magari qualche regista lo ha fatto, ma il suo lavoro si è perso in quell'oceano di film ad oggi in commercio. Vampiri buoni ce ne sono fin troppi al giorno d'oggi, fin troppo buoni e addirittura sciupafemmine, ma zombi? Tommaso 'Tomb' Caldarola invece deve averci pensato... Però Tommaso non è un regista, bensì un appassionato di Avventure Testuali. E così nel 2001 ha realizzato Uno Zombie a Deadville, probabilmente la sua avventura testuale più famosa.

Uno Zombie a Deadville racconta l'avventura Romeriana di uno zombie fresco fresco di tomba, che deve scoprire perchè è morto. La novità è che questa volta è lo zombi il protagonista indiscusso del 'film' e il giocatore ne seguirà direttamente la storia. La necessità di sapere cosa ci è successo ci porterà a spasso per il cimitero da cui siamo resuscitati, confusi e increduli, per poi spostarci nelle campagne circostanti alla disperata ricerca di carne fresca. Perchè la nostra condizione di non morto si farà presto sentire. Più ci avvicineremo al centro abitato e più avremo la possibilità di soddisfare la nostra fame, e poi forse riusciremo a riposare in pace.

L'introduzione del gioco è abilmente nascosta in una pagina di giornale che racconta la nostra morte e incuriosisce particolarmente, perchè già... come siamo morti? Con questo escamotage, Tommaso ha messo su la trama zombesca, e bisogna dire che ha un certo fascino giocare nei panni di un mangiacervelli. Senza dubbio, l'avventura promette bene perchè ci mette davanti una situzione nuova in cui noi siamo il cattivo, o più precisamente il morto vivente di turno. Quindi dovremo agire di conseguenza. Le location che andremo a scoprire si adattano perfettamente al contesto: sono cupe e horror al punto giusto e rendono l'atmosfera del gioco dark come dev'essere.


Descrizioni brevi e immediate, pochi oggetti, ma necessari a proseguire. D'altro canto, pochi indizi che rendono alcune fasi un pò più difficili del normale. L'originalità è un punto forte dell'avventura, con sequenze di sangue e scene da film horror. Ci sono poi alcune chicche da scoprire giocando.

In conclusione, un'avventura da non mancare sicuramente.

Riconoscimenti: I Posto miglior avventura del 2000.

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