lunedì 24 agosto 2009

Logo Land - La recensione

Durante queste vacanze ho divorato questo piccolo romanzo (acquistato come 3x2 insieme ad altri due thriller) dal titolo Logo Land (titolo originale Jennifer Government). Questo curioso libro è stato scritto da un tizio, tale Max Barry, ex dipendente HP che ha abbandonato (sono contento per lui) giacca e cravatta per dedicarsi full time alla scrittura. Penso sia arrivato al quarto libro ma questo lo ha portato alla ribalta anche perché da questo ha tratto un famoso gioco di simulazione (NationStates) dove ciascun giocatore può crearsi la propria nazione con le proprie regole al limite della legalità in ambito liberale socio politico il tutto a fine capitalistico. Mi è piaciuto per la sfrontatezza, per il modo in cui è riuscito a mostrare i problemi di una società in cui viviamo nella quale la parola d'ordine è far fruttare il proprio lavoro ($$$$) a tutti i costi.
Un piccolo assaggio del libro, la storia parte dal fatto che la Nike, si nel libro vengono citati senza nessun problema e autorizzazione alcuni dei grandi nomi di questo pianeta, i cui manager devono cercare a tutti i costi di far vendere l'ultimissimo modello di scarpe, costato in produzione 85 centesimi a paio e venduto a 2.500 dollari. Per fare questo sono disposti anche ad uccidere. Vi renderete conto che questo estremizzazione la sentirete vostra soprattutto per coloro che sono abituati a lavorare in un mercato dove i termini regola, rispetto, diritto aleggiano senza una precisa collocazione aziendale.

Voto: 8

Prossimo libro: Uscita per l'inferno

2 commenti:

  1. lo sputo selvaggio3 settembre 2009 22:57

    Direi una bella allegoria sul mondo attuale, bravo Max, mi piacerebbe leggerlo, riuscissi a trovare un po di questo dannato tempo!

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  2. Penso che quei 5 minuti sul cesso nessuno te li possa negare!!!

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